Giovanni XXIII, definito “il Papa Buono” , fu il 261° papa della Chiesa cattolica. È conosciuto come il papa del rinnovamento perché è stato colui che ha avviato il Concilio Vaticano II. Quest'uomo semplice e vicino agli altri ha lasciato un ricco insegnamento attraverso i suoi scritti o le sue preghiere. Canonizzato da Papa Francesco il 27 aprile 2014, è intercessore per ciascuno di noi e veglia sulla Chiesa.
Angelo-Giuseppe Roncalli nacque a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881 nel nord Italia. Egli è il quarto di tredici figli. Crebbe in una famiglia di poveri contadini, molto religiosi. Sentendo la vocazione per la vita sacerdotale, ma vista la povertà della sua famiglia, fu grazie all’aiuto economico dello zio che poté entrare in seminario a Bergamo, nel 1896. Entrò subito a far parte del terz’ordine francescano. Completerà la sua formazione presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Il 1° agosto 1904 fu ordinato sacerdote e rientrò nella sua provincia, dove divenne segretario del vescovo monsignor Radini Tedeschi.
Molto vicino al vescovo, che apprezzava molto, lo accompagnerà ovunque durante le sue visite, fino a quando questi morì, nel 1914.
Quando nel 1915 scoppiò la Prima Guerra Mondiale in Italia, Angelo Roncalli fu chiamato al fronte per prestare assistenza come cappellano. Servire gli altri e prestare attenzione ai più deboli ed ai più poveri era davvero importante per lui.
Angelo ha servito Cristo e la Chiesa anche ben oltre i confini italiani. Fu nominato in Bulgaria nel 1925 e mantenne buoni rapporti con gli ortodossi, dove rimase fino al 1934. Continuerà la sua missione di Vescovo Delegato Apostolico in Turchia ed in Grecia : un lavoro molto importante, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha cercato di salvare un certo numero di ebrei e continuerà il dialogo con le altre religioni per preservare il più possibile un clima di pace.
Alla fine della guerra, nel 1944, papa Pio XII lo nominò nunzio apostolico a Parigi. In Francia, si avvicinò alle diverse comunità e partecipò a pellegrinaggi e visitò molti santuari francesi.
Dopo 28 anni trascorsi fuori dall'Italia, il papa lo nominò cardinale e patriarca di Venezia nel 1953.
Nell'ottobre del 1958 morì Papa Pio XII. Si aprì quindi un conclave per eleggere un nuovo pontefice. Dopo undici scrutini, il 28 ottobre 1958, il cardinale Angelo Roncalli fu eletto papa all’età di 77 anni. Si diceva che sarebbe stato un papa di transizione. In realtà, Giovanni XXIII sarà un papa riformatore. Nel gennaio 1959, Papa Giovanni XXIII annunciò di voler convocare un nuovo Concilio per la Chiesa universale a Roma.
Questa decisione stupì tutta la Curia e; da quel momento in poi, il nuovo papa si dedicò alla preparazione ed ai temi del Concilio. La prima assemblea plenaria si svolse l'11 ottobre 1962. Attraverso questo "aggiornamento", Giovanni XXIII voleva una Chiesa aperta e più ecumenica. Molti sacerdoti, vescovi e teologi lavorarono su diverse questioni: liturgiche, sociali, pastorali ed ecumeniche. Tra i Padri conciliari si incontrarono i futuri papi: Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I, il giovane Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II) ed anche il giovane Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI.
Il 1962 fu un anno difficile. La crisi cubana fece precipitare il Vaticano nell'ansia di un nuovo conflitto. Convinto della forza della preghiera, Giovanni XXIII vi ricorse con fiducia. Per lui la pace è un valore primordiale che tutti devono imperativamente coltivare nel proprio cuore.
"Infatti, la pace non può regnare tra gli uomini se prima non regna in ciascuno di essi, cioè se ciascuno non osserva in se stesso l'ordine voluto da Dio. La tua anima vuole vincere le passioni che ci sono in essa? : allora si sottometta a colui che è lassù, e vincerà ciò che è quaggiù. E avrete la pace: la pace vera, la pace inequivocabile, la pace pienamente stabilita nell'ordine. E qual è l'ordine giusto di questa pace? Dio comanda all'anima e l'anima comanda al corpo. Niente di più ordinato". (Enciclica Pacem in terris)
Giovanni XXIII ha scritto diverse preghiere, tra cui una particolarmente nota e che possiamo fare nostra. Questa preghiera ci invita a vivere al meglio il momento presente ed è anche un bel modo di confidare nella Provvidenza, che non si stanca mai di agire nelle nostre vite.
"Oggi, cercherò di vivere la mia giornata senza cercare di risolvere i problemi di tutta la mia vita. Oggi, prenderò la massima cura nel comportarmi e nell'agire con cortesia. Non criticherò nessuno, non pretenderò di correggere o governare nessuno, tranne me stesso. Proprio oggi, sarò felice nella certezza di essere stato creato per la felicità, non solo nell'altro mondo, ma anche in questo. Oggi dedicherò dieci minuti alla buona lettura, ricordando che come il cibo è necessario per la vita del corpo, così una buona lettura è necessaria per la vita dell'anima. Proprio oggi, farò una buona azione e non lo dirò a nessuno. Oggi da solo farò almeno una cosa che non voglio fare e se mi offenderanno non reagirò. Proprio oggi, mi piegherò alle circostanze. Proprio oggi, redigerò un programma dettagliato della mia giornata. Potrei non farlo del tutto, ma lo scriverò. E mi guarderò da due calamità: la fretta e l'indecisione. Proprio oggi crederò fermamente - anche se le circostanze dimostrano il contrario - che la Provvidenza di Dio si sta prendendo cura di me come se non esistesse nient'altro al mondo. Proprio oggi, non avrò alcuna paura. E soprattutto non avrò paura di apprezzare ciò che è bello e di credere nel bene. Sono in grado di fare del bene per dodici ore, senza scoraggiarmi, pensando di doverlo fare per tutta la vita. Amen”.